ANTICATURA

 

 

 

 

 

Se state realizzando un oggetto "moderno" o se adoperate dei colori freddi, saltate a piè pari questa fase.

Se invece volete l'aspetto "vecchiotto" allora... via col craquelé. Stiamo parlando ovviamente del c. di finitura, per quello del fondo vi rimando all'apposito capitolo (fondi). Come vi ho già detto, la finitura che meglio si presta all'invecchiamento è sicuramente il flatting, normale o gel che sia. Se invece avete adoperato la finitura all'acqua, ma volete ugualmente procedere alla craquelatura, potete dare due o tre mani finali di flatting oppure stendere una delle vernici anticanti che esistono in commercio. Se invece volete eseguire la screpolatura, senza passare mani di flatting,  dovrete procurarvi un prodotto apposito per vernice all'acqua.

 

 

 

 

 

 

LA TECNICA

La tecnica di screpolatura dipende molto dal tipo di articolo che avete acquistato: alcune ditte propongono due vernici  da passare in sequenza, altre invece prevedono lo screpolante da passare direttamente sul flatting in fase di asciugatura. Alla Gomma Arabica, uno degli screpolanti più amati dagli esperti di decoupage, dedichiamo un capitolo a parte. 

Ma procediamo con ordine. Il kit "craquelé sottile" per decoupage di " Stamperia" è un esempio di screpolante a due prodotti che si può usare sia su flatting che su vernice ad acqua. Dopo aver fatto asciugare bene l'ultimo strato di  finitura, stendete una mano della prima vernice e lasciate asciugare per circa trenta minuti. Dopodiché passate la seconda vernice e aspettate 12/24 ore per la comparsa delle crepe.

Lo screpolante della Ferrario invece è tra quelli che si mette direttamente sul flatting quando, quest'ultimo, risulterà asciutto al tatto, ma appiccicoso alla pressione . Dopo circa due ore, appariranno le prime crepe. 

Stesso procedimento anche per gli screpolanti da stendere su vernice ad acqua, con l'unica differenza che le crepe compariranno dopo circa 12/24 ore.

 

 

  

    

 

 

 

 

LA GOMMA ARABICA 

è un meraviglioso screpolante in polvere o in cristalli, purtroppo non facile da reperire in commercio, se non nei negozi di belle arti molto forniti o nelle drogherie. Per la sua preparazione procedete così: sistemate la polvere o i cristalli in un recipiente, ricopriteli d'acqua  e lasciate riposare il tutto per un paio di giorni. A questo punto, fate riscaldare il composto a fuoco lentissimo mescolando di tanto in tanto. Quando vedrete che avrà raggiunto la consistenza del miele, filtratelo e lasciatelo raffreddare. A questo punto il prodotto è pronto da applicare sul flatting.

 

 

  

 

 

 

 

 

REGOLA IMPORTANTISSIMA PER IL CRAQUELE'

più anticipate la stesura dello screpolante (rispetto all'essiccazione della  vernice) e più le crepe saranno grosse. Questa la regola generale tuttavia...E' IMPOSSIBILE  STANDARDIZZARE I TEMPI, POICHE' LA SCREPOLATURA DIPENDE DA MOLTISSIMI FATTORI AMBIENTALI, come il tasso di umidità, la temperatura e lo spessore del prodotto steso. Quindi i trenta minuti di cui abbiamo parlato prima e, in generale, il tempo da far trascorrere prima di stendere la vernice craquelante, è abbastanza aleatorio.

 

 

 

  

 

 

   

 

IL MIO SEGRETO

per aggirare l'ostacolo è questo. Se sto lavorando su un oggetto a cui tengo particolarmente, e voglio conoscere il risultato del craquelè che sto per realizzare, lavorerò in contemporanea con una tavolozza sperimentale. Mi spiego meglio. La mano di flatting su cui stendere lo screpolante finale (questa tecnica non si può fare con i due prodotti), la applico su una tavolozza di prova, su cui avrò preventivamente steso un colore uniforme. Quando la vernice risulterà asciutta al tatto e appiccicosa alla pressione, stenderò il mio prodotto craquelante e aspetterò la comparsa delle primissime crepe. Se queste saranno più grosse di come avrei voluto, quando lavorerò sul mio oggetto ne terrò conto, aumentando il tempo d'attesa per la stesura dello screpolante. Se al contrario le crepe sulla tavolozza fossero troppo sottili, diminuirò il tempo di asciugatura del flatting. Attenzione, è importante iniziare il lavoro sul vostro oggetto finale dopo poco tempo dall'esperimento poiché umidità e temperatura cambiano, anche nell'arco della stessa giornata.

 

 

 

 

 

ORA CHE ABBIAMO REALIZZATO LE CREPE... 

della misura che volevamo e con il tipo di screpolante preferito, dobbiamo fare in modo che si notino bene. Quindi, se partiamo da un colore di fondo chiaro, le fessure dovranno essere scurite con colore a olio terra di Siena bruciata o con bitume di giudea. Se al contrario, abbiamo steso come sfondo un nero o un verde scuro dovremo scegliere dei colori chiari, che risaltino e che siano in armonia con la composizione. L'oro sul nero (porporina o colore a olio dorato) e il rosso sul verde, sono due esempi classici, ma io vi consiglio di farvi delle tavolozze e sperimentare i vostri abbinamenti. Quando il craquelè sarà perfettamente asciutto (aspettate 48 ore), stendete il colore a olio in abbondanza, su tutta la superficie dell'oggetto ma procedendo per zone, avendo cura di far penetrare la patina soprattutto nelle crepe. Fatto questo, togliete l'eccesso di colore, con un panno morbido. Con questo sistema, oltre a scurire le parti screpolate, otterrete una velatura "antica" che contribuirà alla buona riuscita dell'antichizzazione. Lasciate asciugare per altre 48 ore e voilà, il vostro oggetto ora è veramente "antico"!

 

 

 

 

 

 

   

 

 CONSIGLI E... SCONSIGLI

attenzione alle giornate in cui soffia forte il vento di scirocco, specialmente se vivete al sud. IL CRAQUELE' NON RIESCE! E' una cosa stranissima che ho purtroppo sperimentato sulla mia pelle: probabilmente a causa della forte umidità presente nell'aria la screpolatura non esce e la vernice craquelante si cristallizza!

 

 

  

 

 

   

 

E SE VOLESSIMO ANTICARE LE IMMAGINI?

Se volete anticare le immagini prima di incollarle procedete con la tecnica del caffè, del tè oppure del diluente.

  Come si fa? Con il primo sistema,  si immerge la carta in una tazza di caffè preparato con la miscela solubile e si fa asciugare, tamponandola. Una volta asciutta si procede alla macchiatura,  schiacciando dei granuli, sistemati ad arte in tutta la figura (premeteli con una carta assorbente) .

  Secondo metodo: picchiettate la carta con una bustina di tè che avrete preventivamente messo nell'acqua  bollente e lasciatela asciugare bene prima di incollarla. 

Terzo sistema: spennellate la figura con una soluzione di diluente e colore a olio terra di Siena (poche gocce basteranno a dare una tonalità ambrata), poi spruzzate del colore a olio poco diluito in modo da ottenere delle puntinature irregolari. Una volta asciutta se volete, potete anche macchiarla ulteriormente con del flatting picchiettato disomogeneamente... et voilà, le vostre immagini soni invecchiate e pronte da incollare.

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

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